Come Lavorare da Remoto Senza Perdere la Motivazione

Freelancing Smart Working Produttività

 

Chi lavora da remoto potrebbe sentirsi in colpa ad ammetterlo, ma siamo onesti: a volte ci manca l'ufficio. Persino quei collaboratori chiacchieroni, disordinati o così poco interessanti che abbiamo deciso di ignorare fin dal primo giorno.

La verità è che per gente come me - che lavora meglio in situazioni tranquille, senza trambusto, in modo da stimolare la concentrazione - poter svolgere la propria professione da casa non ha prezzo.

Lavoro da remoto da ormai 4 anni, prima come freelance ora come imprenditore: mi sono reso conto di quanto non cambierei questa situazione tutte le volte che ho passato qualche mese in un coworking.

Amici telelavoratori, occorre però ammettere una cosa: non importa quanto sia soddisfacente il lavoro che stiamo facendo - o quanto introversi pensiamo di essere - il lavoro da remoto, a lungo andare, ti fa BRAMARE la compagnia di qualcuno.

Ecco perchè a volte passo qualche giorno in coworking. Ma ho capito che questa non è la risposta. O meglio, non l’unica: per lavorare da remoto motivati, performanti ed efficienti occorre prestare attenzione a diverse cose.

Qui di seguito trovate alcuni miei consigli su come massimizzare i risultati del remote working.

 


Usa il tempo che risparmi per leggere un buon libro.

La maggior parte della gente legge in treno, in autobus o in metropolitana. Anch’io l'ho fatto, ma ho sempre trovato difficile concentrarmi a dovere.

Ora che sono a casa, mi concedo almeno un’ora tutti i giorni per leggere seriamente. Mezz’ora alle 8.00 prima di iniziare e mezz’ora alle 18.00, dopo aver archiviato la giornata lavorativa.

La trovo un’attività molto stimolante perché tutto ciò che imparo, di solito, ha effetti immediati sul lavoro che faccio durante la giornata.


 


 

Esci di casa almeno una volta al giorno.

Proprio come il generale McChrystal ti consiglia di rifare il tuo letto non appena ti svegli (non importa quanto misera sia la tua giornata, almeno una cosa buona l’hai fatta), se lavori da remoto io ti consiglio di uscire di casa almeno una volta al giorno, meglio se la mattina presto.

Questo perchè - provato sulla mia pelle - uscire di casa ti fa provare un senso di soddisfazione. Fai una camminata nel quartiere, lungo un bel viale alberato, vai alle poste o a fare un po’ di spesa, vai al parco con il tuo cane. Se non hai nessuna commissione da fare, potresti inventartene una. C'è un avvertimento: resisti all'impulso di fermarti al bar a fare una colazione a base di zucchero, perché altrimenti diventerà un'abitudine.

Puoi decidere la durata di questo break in base alle tue scadenze, magari un giorno puoi concederti solo 10 minuti, mentre un altro giorno più di un’ora.


 

Non trovarti con qualcuno per lavorare insieme solo perchè è un remote worker.

Questa è una delle cose più idiote che potresti fare. Io l’ho fatto alcune volte (per fortuna poi ho imparato a dire ‘no’) e me ne sono sempre pentito amaramente.

Incontrarsi con altri lavoratori da remoto solo perché si condivide il medesimo status è un po’ come uscire con una ragazza solo per non rimanere soli in casa.

Se questa persona non è nelle tue corde, non ha senso creare un legame (anche solo lavorativo) solo perché entrambi state ‘scappando’ dalla frenesia del lavoro in ufficio.
Ovviamente il discorso è diverso se si tratta di una persona con cui potenzialmente può nascere un’amicizia.


 

Rendi felice qualcun altro.

Durante questi anni di remote working, ho notato che questo bisogno impellente di compagnia si palesa soprattutto nelle ore più disperate della giornata, tra le 14 e le 16. Ricordo quando lavoravo da dipendente in una grande web agency: in quelle ore si cercava il collega di turno per stemperare lo stress post-pranzo.

Ora che lavoro in casa, intorno alle 15 inizio a sentire gli occhi pesanti e può capitare che intorno a quell’ora inizi a perdere lucidità e concentrazione. Mi alzo, vado in cucina, mi preparo un caffè. Torno alla postazione sbuffando. Manca davvero poco dall’iniziare a cercare le mie ex su Instagram.

Ecco che invece faccio qualcos’altro: chiamo mia mamma, o mia sorella, o un amico che non sento da un po'.
Quando riaggancio il telefono, mi sento molto meglio. Sono pronto a fare refresh su entrambi gli occhi e ripartire concentrato fino al tardo pomeriggio.

A volte il bisogno di compagnia è semplicemente il bisogno di vedere (o sentire) qualcun altro felice.


 

Ecco perchè esistono i soldi!

Lavorare da remoto può instillarti l’idea di non essere apprezzato abbastanza.

È più che altro un fatto di percezione, in quanto non avrai i tuoi collaboratori a darti pacche sulle spalle tutti i giorni: lavorare da casa significa anche che nessun’altro oltre a te i) vedrà quanto tempo ti ci è voluto per riscrivere l’analisi incoerente di qualcun altro, ii) capirà la profondità della ricerca che hai condotto in completa autonomia, iii) sentirà con quanta professionalità hai gestito la conference call con il cliente di turno.

Essere apprezzato è bello, ma il punto del lavoro è quello di essere pagato. È un fatto indiscutibile, e se oltre che remote worker sei anche imprenditore sai bene di cosa sto parlando. Nessuno ti apprezzerà, ma qualcuno sicuramente sarà contento del tuo lavoro.

Ecco perchè esistono i soldi.



 

Fai esercizio fisico.

La mia barra per trazioni, il mio tatami, le mie parallele e miei kettlebell sono stati IN ASSOLUTO il miglior investimento "work-life balance" che abbia mai fatto.

Non c’è deadline che tenga: io faccio esercizio fisico 4 giorni su 7. 

Il mio focus non è quello di allenarmi per avere un fisico scultoreo, anche se questo è un bellissimo effetto collaterale, in realtà mi alleno per mantenere una certa sanità mentale e per foraggiare la mia produttività.

Fare costantemente esercizio fisico aiuta a tenere il sangue ossigenato, aumenta la capacità del cervello di trarre serotonina dal sangue e, di conseguenza, di innalzare la produzione di dopamina, ovvero “l’ormone della felicità”. Inoltre l’esercizio regolare garantisce maggiore plasticità nei tessuti cerebrali, il che significa maggiore capacità di organizzazione dei pensieri e delle idee.

Mentre l’unico aspetto negativo è quello di dover passare un’ora a sudare (ma è negativo fintanto che non hai l’abitudine: dopo diventerà una droga), i vantaggi sono innumerevoli: mente sgombra e buon umore per tutta la giornata, livelli di energia più alti, capacità di concentrazione migliorata, più salute in generale, più sicurezza in se stessi. 

E sicuramente ho dimenticato qualcosa.


 

Quando la depressione incalza, ricordati di Mirko.

Mirko è un mio vecchio amico delle elementari. Non ci siamo visti nè sentiti per almeno 20 anni, poi qualche mese fa l’ho incontrato al supermercato. Ho fatto fatica a riconoscerlo.

Ci siamo accordati per prenderci una birra insieme l’indomani sera, e stranamente siamo riusciti a mantenere la promessa (sapete come capita in questi casi, no?).
Quella sera Mirko mi ha raccontato di essersi arruolato più di 15 anni fa e di avere partecipato a diverse missioni in Iraq e Afghanistan.

Mi ha raccontato delle sveglie alle 4, del rumore delle bombe, della devastazione in ogni angolo, degli abusi subiti dai superiori e di come fosse stato difficile all’inizio gestire una vita del genere, “Ma poi comunque ci si abitua”.

Quella sera ho ringraziato Mirko dal profondo del mio cuore per aver condiviso così tanta roba con me. Tutto di questa storia mi conforta quando sono alle prese con il mio lavoro quotidiano. Non ho mai sentito il rumore di una bomba, nè mai ho subito abusi da parte di militari frustrati. Sono un imprenditore digitale e mi occupo di UX e Marketing.

Non ho il diritto di sentirmi nè triste, nè stravolto, nè desolato, nè niente. Devo solo essere felice e ringraziare.

E, ovviamente, generare valore.