Bias cognitivi: cosa sono e come evitarli nel processo decisionale

Migliora le tue decisioni imparando a gestire i bias cognitivi

Immagina di condurre una ricerca per il lancio di un prodotto. Pensi che il mercato stia crescendo e, nell'ambito della tua ricerca, trovi informazioni che supportano questa convinzione. Di conseguenza, decidi che il prodotto funzionerà bene e lo lancerai, supportato da un'importante campagna di marketing. Tuttavia, il prodotto ha esito negativo. Il mercato non è cresciuto, quindi ci sono meno clienti del previsto. Il risultato è che non riesci a vendere abbastanza per coprire i costi e con ogni probabilità andrai incontro ad un fallimento. In questo scenario, la tua decisione è stata influenzata dal bias di conferma, ovvero hai interpretato le informazioni di mercato in modo da confermare i tuoi preconcetti invece di valutarle obiettivamente. La conseguenza è palese: hai preso una decisione sbagliata. Il bias di conferma è uno dei tanti bias cognitivi a cui siamo tutti sensibili quando prendiamo le decisioni. In questo articolo, esamineremo i tipi comuni di pregiudizio e delineeremo cosa puoi fare per evitarli.

 


Indice dei contenuti:

 

Cosa sono i bias cognitivi?

Gli psicologi Daniel Kahneman, Paul Slovic e Amos Tversky hanno introdotto il concetto di bias cognitivo nei primi anni '70. Pubblicarono le loro scoperte nel loro libro del 1982, "Judgment Under Uncertainty".

Nella loro ricerca hanno spiegato che i bias cognitivi sono giudizi (o pregiudizi) maturati grazie ad interpretazioni soggettive (e spesso fallaci) di informazioni oggettive. L’interpretazione è di per sé caratterizzata da una mancanza di oggettività, per cui spesso induce a fare errori di valutazione e a prendere decisioni e ad agire in modo illogico.

Ad esempio, nelle tue ricerche potresti inconsciamente fare una selezione dei dati che stai raccogliendo, oppure potresti sentire la pressione da parte di un tuo superiore per prendere una decisione quando invece non è così.

I bias cognitivi sono l'opposto del senso comune e del giudizio chiaro e misurato. Se non impariamo a riconoscerli possono farci perdere delle opportunità e, più in generale, ci portano ad un cattivo processo decisionale.

 

Bias cognitivi comuni

Di seguito, delineiamo i sei bias cognitivi che infestano maggiormente i processi decisionali in ambito professionale. Vediamo anche come è possibile superarli e quindi prendere decisioni migliori.

 

Bias di conferma

Come abbiamo accennato sopra, il bias di conferma si verifica quando cerchi informazioni a supporto delle tue convinzioni esistenti e rifiuti dati che vanno contro ciò in cui credi. Questo può portarti a prendere decisioni distorte, perché non si tiene conto di tutte le informazioni rilevanti.

Uno studio del 2013 ha rilevato che il bias di conferma può influire sul modo in cui le persone visualizzano le statistiche. I suoi autori riportano che le persone hanno la tendenza a dedurre informazioni da statistiche che supportano le loro convinzioni esistenti, anche quando i dati supportano una visione opposta. 

Ciò rende il bias di conferma un problema potenzialmente grave da superare quando è necessario prendere una decisione basata su dati oggettivi.

 

Come evitare il bias di conferma

Innanzitutto, è fondamentale mettere alla prova ciò che pensi di capire o vedere nelle informazioni che stai analizzando. Cerca informazioni da una vasta gamma di fonti e considera ogni singola informazione da più prospettive.

In alternativa, discuti i tuoi pensieri con gli altri. Circondati di un gruppo eterogeneo di persone e non aver paura di ascoltare opinioni dissenzienti. Puoi anche cercare persone e informazioni che mettono alla prova le tue opinioni o assegnare a qualcuno del tuo team il ruolo di "avvocato del diavolo" per le decisioni più importanti.

 

Ancoraggio

Questo bias cognitivo è la tendenza a saltare alle conclusioni, ovvero a basare il tuo giudizio finale sulle informazioni acquisite nelle prime fasi del processo decisionale.

Pensa all’ancoraggio come a un pregiudizio basato sulla "prima impressione": una volta che si forma un'immagine iniziale di una situazione, è difficile vedere altre possibilità.

 

Come evitare l'ancoraggio

L'ancoraggio può verificarsi se ti senti sotto pressione per prendere una decisione veloce o se hai una tendenza generale ad agire in fretta.

Per evitarlo, rifletti sulla tua storia decisionale e pensa se ti sei affrettato a giudicare in passato. Quindi, concediti il ​​tempo necessario per prendere le decisioni lentamente e sii pronto a chiedere più tempo se ti senti sotto pressione per prendere una decisione rapida. 

Prendere la giusta decisione è sempre più importante di prendere una decisione rapida. Se qualcuno preme in modo aggressivo per una decisione, questo può essere un segno che la cosa che stanno spingendo è contro il tuo interesse.

 

Bias da eccesso di fiducia

Questo bias si verifica quando riponi troppa fiducia nelle tue conoscenze e opinioni. Puoi anche credere che il tuo contributo a una decisione sia più prezioso di quanto non sia in realtà.

Potresti addirittura combinare questo bias con l'ancoraggio, il che significa che agisci in modo approssimativo, perché hai una visione non realistica della tua capacità decisionale.

In uno studio del 2000, i ricercatori hanno scoperto che è più probabile che gli imprenditori mostrino la tendenza all'eccesso di fiducia rispetto alla popolazione generale. Non riescono a individuare i limiti delle loro conoscenze, quindi percepiscono meno rischi. Alcuni riescono nelle loro imprese, ma molti no.

 

Come evitare il bias da eccesso di fiducia

Considera le seguenti domande:

  • Su quali fonti di informazione tendi a fare affidamento quando prendi decisioni? Sono basati sui fatti o ti affidi alle intuizioni?
  • Chi altro è coinvolto nella raccolta di informazioni?
  • Le informazioni sono state raccolte sistematicamente?
  • Se sospetti di dipendere da informazioni potenzialmente inaffidabili, pensa a cosa puoi fare per raccogliere dati completi e oggettivi.

 

Fallacia del giocatore d’azzardo

Questo bias ti spinge a credere che gli eventi passati influenzino il futuro. Un esempio classico è il lancio di una moneta. Se lanci una moneta e ottieni testa sette volte consecutive, potresti presumere che ci sia una maggiore possibilità che nell'ottavo lancio uscirà croce.

Spesso, più lunga è la striscia, più forte è la tua convinzione che le cose cambieranno la prossima volta. Tuttavia, in questo esempio, le probabilità sono sempre 50/50.

Il bias del giocatore d'azzardo può essere pericoloso in ambito professionale. Ad esempio, immagina di essere un analista finanziario in un mercato altamente volatile. I tuoi quattro investimenti precedenti hanno funzionato bene e prevedi di realizzarne uno nuovo, molto più grande, perché vedi un pattern di successo.

La realtà è che i risultati sono altamente incerti. Il numero di successi che hai avuto in precedenza ha solo un’influenza molto piccola sul futuro. Infatti, un altro modo di definire il bias del giocatore d’azzardo è quell’effetto che ti porta a considerare brevi sequenze di eventi come statisticamente rilevanti.

 

Come evitare il bias del giocatore d’azzardo

Uno studio del 2008 riferito alla fallacia del giocatore d'azzardo sostiene che questo bias ha meno probabilità di verificarsi quando i decisori evitano di valutare le informazioni in ordine cronologico.

Per cui, se vuoi evitare il bias del giocatore d'azzardo, assicurati di valutare le informazioni da diverse angolazioni e in maniera scollegata dalla loro collocazione temporale.


 

Bias di attribuzione fondamentale

Questo bias è la tendenza a incolpare gli altri quando le cose vanno male, invece di guardare obiettivamente la situazione. In particolare, potresti incolpare o giudicare qualcuno sulla base di uno stereotipo o di un difetto di personalità percepito.

Ad esempio, se subisci un incidente d'auto e la colpa è dell’altro automobilista, è più probabile che tu presuma che questi sia un pessimo guidatore piuttosto di considerare l’incidenza del maltempo.

 

Come evitare l'errore di attribuzione fondamentale

Per evitare questo bias è essenziale esaminare le situazioni e le persone coinvolte in esse, senza giudicare. Usa l'empatia e la tua intelligenza emotiva, in modo da capire perché le persone si comportano nel modo in cui lo fanno.


 

Bias del pensiero di gruppo

È piuttosto difficile individuare il bias cognitivo in noi stessi, perché spesso ha origine dal pensiero subconscio. Per questo motivo, spesso può non essere saggio prendere decisioni importanti da soli.

È infatti essenziale coinvolgere altre persone nelle tue decisioni, in particolare quando ciò che decidi le influenzerà. Tuttavia devi essere consapevole del bias del pensiero di gruppo. Questo bias accade quando il desiderio di consenso del gruppo prevale sul desiderio individuale di presentare alternative, criticare una posizione o esprimere un'opinione impopolare.

Il bias del pensiero di gruppo può compromettere un buon processo decisionale perché potrebbe portarti a non considerare attentamente tutte le opzioni. Ad esempio, potresti non considerare un’idea all’interno di un brainstorming solo perché il gruppo non la reputa interessante, quando in realtà potrebbe essere proprio ciò che stavi cercando.


 

Come evitare il bias del pensiero di gruppo

Per evitare il bias del pensiero di gruppo è necessario disporre di un processo per verificare le ipotesi fondamentali alla base delle decisioni del gruppo. 

Uno dei metodi migliori è la Scala dell'inferenza, che può aiutarti a identificare il processo di pensiero che hai attraversato per arrivare alle decisioni del gruppo, in modo da assicurarti che siano ben fondate.

 

Bias cognitivi: da ricordare

I bias cognitivi alimentano la tendenza a prendere decisioni o ad agire in modo inconsapevolmente irrazionale. 

Per superarli, cerca modi per introdurre l'obiettività nel tuo processo decisionale e concediti più tempo per prendere decisioni.

Utilizza strumenti che ti aiutano a valutare sistematicamente le informazioni di base, a circondarti di persone che metteranno alla prova le tue opinioni e ad ascoltare attentamente ed empaticamente le loro opinioni, anche quando ti dicono qualcosa che non vuoi sentire.

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